Fondotinta cipria

È possibile usare sia il fondotinta, sia la cipria, oppure solo fondotinta o solo cipria. Non ci sono regole fisse, tranne la regola di rispettare il proprio tipo di pelle.


La cipria è un prodotto antico, che veniva usato in Cina e che arrivò poi in Europa a partire dal XV secolo. Nel Settecento si faceva grande uso di cipria sia per il volto che per le parrucche.
Fino a poco tempo fa comunque la cipria era sinonimo di bellezza e cura, tutte le signore avevano un portacipria sempre a portata di mano nella borsetta per potersi ritoccare il viso in ogni occasione. I portacipria stessi erano piccoli oggetti di culto e da collezione.

Con l’avvento del fondotinta la cipria è passata un po’ in secondo piano, soprattutto perché attualmente esistono vari tipi di fondotinta, fra cui quelli compatti, che hanno quell’effetto opacizzante e illuminante che prima si otteneva solo dalla cipria.
Per un trucco molto accurato è comunque consigliabile anche una leggera spolverata di cipria dopo aver steso il fondotinta e prima di mettere il fard. Si può dire con certezza che la cipria completi al meglio il trucco delle grande occasioni.
Attenzione però allo sgradevole effetto impastato! Se si usa un fondotinta fluido e poi vi si applica sopra della cipria, si rischia di ottenere una maschera, al posto di un volto fresco e pulito.

fondotinta cipria

Un ruolo importante è dato anche dal colore: come sempre bisogna che le tinte non siano né troppo scure, né troppo chiare. L’ideale prima dell’acquisto è fare alcune prove possibilmente sotto la luce naturale.
Per quanto riguarda i tipi di cipria, esiste la cipria compatta (che contiene anche una piccola percentuale di crema) che può essere utile per un piccolo ritocco al volo, oppure per togliere l’imbarazzante effetto lucido.
C’è poi la cipria in polvere che è più volatile e trasparente. Si può applicare sia con un piumino di velluto, sia con un pennello morbido. La cosa più importante è che, soprattutto in combinazione con il fondotinta, essa doni luminosità e naturalezza alla carnagione.